Sabato 7 novembre 2026, alle 16.30, il Chiostro della Basilica di Sant’Antonino a Piacenza ospita il concerto “Ardore et Alegranza”: laudi, antifone e musica per la danza per celebrare San Francesco d’Assisi, eseguite dal Gruppo Le Rose e Le Viole diretto da Maddalena Scagnelli, con la partecipazione di Sara Pavesi all’arpa. Il concerto fa parte di “Piacenza Terra di Passo 2.0”, in programma il 5, 6 e 7 novembre 2026 sul tema Storia · Territorio · Simboli · Viaggio.

Il programma di sabato 7 novembre
- Info point in Piazza Cavalli e Piazza Duomo: consegna delle credenziali per partecipare all’iniziativa “Pellegrini per un giorno” e ritiro del gadget.
- Ore 16.30 – Concerto “Ardore et Alegranza” nel Chiostro della Basilica di Sant’Antonino.
Il concerto
Laudi, antifone e musica per la danza per celebrare San Francesco d’Assisi. Esecutori: Gruppo Le Rose e Le Viole, diretto da Maddalena Scagnelli, con la partecipazione di Sara Pavesi (arpa).
L’uso del canto come espressione immediata e vibrante della vita contemplativa sembra essere maturato in seno alle tradizioni dell’Ordine Francescano, sull’esempio di San Francesco stesso, il quale – lo racconta il suo primo biografo Tommaso da Celano – «quando la dolcissima melodia dello spirito gli ferveva nel petto, raccoglieva un legno da terra e, accompagnandosi con movimenti adatti come se fosse una viella, cantava in francese le lodi del Signore» (Vita Seconda, XC). In questo contesto si sviluppò la tradizione della lauda, canto in volgare nella forma prevalente della ballata. San Francesco è considerato il precursore del genere con il celebre Cantico delle Creature, componimento poetico di lode a Dio accessibile a tutti e non solo ai dotti che parlavano latino.
Il programma prevede una selezione di brani dai repertori devozionali italiani ed europei, con particolare attenzione ai manoscritti delle Laudi di Cortona (XIII secolo). Il Laudario di Cortona, redatto e conservato nella Chiesa di San Francesco a Cortona per la locale confraternita laica dei laudesi guidata dai frati francescani, offre la più antica testimonianza di melodia su testo in lingua volgare italiana ed è anche un prezioso documento letterario.
Verrà delineato un medioevo di luce e di gioia, dove risplendono “carità perfecta, ardore et alegranza”, nel più puro spirito francescano di fratellanza con il creato, in un ideale percorso lungo le più importanti vie di pellegrinaggio europee. Alla silloge di laudi in italiano si accostano canti in latino tardo, già con la rima, tratti dall’Antifonario del Monastero di San Colombano: anche in questo caso la bellezza musicale si unisce a testi di grande freschezza dedicati alla figura della Vergine e alla simbologia a lei connessa, quella della rosa e del giglio. A questi si aggiungono canti da manoscritti spagnoli, come il Llibre Vermell de Montserrat e le Cantigas, per ripercorrere idealmente non solo la Via Francigena ma anche il Cammino di Santiago, con melodie e andamento ritmico più mossi e danzanti.
Insieme alle voci, il concerto utilizza uno strumentario dai colori e dai timbri molto variegati: il salterio e la viella, l’arpa romanica, la cornamusa appenninica chiamata piva emiliana a due bordoni e i tamburi a cornice.
Fonte: programma di “Piacenza Terra di Passo 2.0” e scheda del concerto “Ardore et Alegranza”.
